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		<title>Nuovi posti di lavoro con il &#8220;Cloud&#8221;</title>
		<link>http://oeseo.it/nuovi-posti-di-lavoro-con-il-cloud-213</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 19:06:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cappello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un momento in cui lo spettro della crisi sembra non voler abbandonare la morsa, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti, sapere che ci sono dei settori in forte crescita e che addirittura prospettano di creare nuovi posti di lavoro, non può che dare fiducia e un pò di ottimismo in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-213"></span></p>
<p><a href="http://oeseo.it/wp-content/uploads/2011/08/gruppo.png"><img class="alignleft size-full wp-image-216" title="gruppo" src="http://oeseo.it/wp-content/uploads/2011/08/gruppo.png" alt="Cloud nuovi posti di lavoro per il 2015" width="128" height="128" /></a><strong>In un momento in cui lo spettro della crisi sembra non voler abbandonare la morsa, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti, sapere che ci sono dei settori in forte crescita e che addirittura prospettano di creare nuovi posti di lavoro, non può che dare fiducia e un pò di ottimismo in più.</strong></p>
<p>Come sappiamo conseguenza della crisi è stata quella della perdita di migliaia di posti di lavoro, in Italia e non solo, coinvolgendo tutti i settori che ha messo in crisi la crescita del sistema economico a livello globale. Allora, come sempre si fa in questi casi, o si dovrebbe, val la pena di puntare su nuovi settori capaci di aprire dei varchi e di risollevare un pò le sorti in generale. Ed è il caso del Cloud Computing.</p>
<p>Da uno studio pubblicato dal Centre for Economics &amp; Business Research (Cebr) e sponsorizzato da EMC, il Cloud Dividend Report 2011 si evidenzia un dato veramente interessante. E cioè che saranno ben 2.4 milioni i nuovi posti di lavoro che entro il 2015 saranno disponibili in Europa grazie ai servizi di cloud previsti nel settore pubblico, privato e ibridi. Creando un giro di affari che si stima essere intorno ai 763 milioni di euro, garantito dello sviluppo e creazione di nuove attività, oltre che dall&#8217;abbattimento dei costi di esercizio. In Italia i nuovi posti di lavoro che si creeranno saranno 456mila entro il 2015, con un giro d’affari, che riguarderà tutti i settori, pari a 150 miliardi di euro.</p>
<p>Non si può non dire che non sono dei numeri interessanti e che certamente porteranno un pò di ossigeno al sistema economico in Italia.<br />
Vien da affermare che in un contesto come quello attuale, la tecnologia sarà determinante nelle ripresa economica soprattutto in rapporto alla minaccia rappresentata in maniera crescente dalle economie emergenti, tipicamente caratterizzate da elevati livelli di competitività, ma anche da scarsa organizzazione economica. Bisogna trovare dunque un traino a cui legarsi e pare che il Cloud sia quello giusto. Senza dimenticare gli enormi vantaggi che un uso più diffuso del Cloud Computing può provocare. Fino ad oggi vantaggi economici derivanti dall’utilizzo di servizi on the cloud si rilevano in vari settori verticali, tra cui distribuzione, retail, hospitality; servizi bancari e finanziari; pubblica amministrazione, education e sanità;<br />
industria e manifatturiero.<br />
Nonostante la sfavorevole congiuntura economica, il Cebr stima che il maggior ritorno economico sarà conseguito dai settori della distribuzione e dall’hospitality, in particolar modo in Francia, Italia, Regno Unito e Spagna. In Germania, invece, sarà il settore finanziario e dei servizi bancari a risultare più forte, con un risparmio di 1,8 miliardi di euro.<br />
“Il cloud computing rappresenta un approccio realmente nuovo all’IT, rendendo la tecnologia disponibile alle organizzazioni in modalità scalabile e sotto forma di servizio, quando e come necessario – spiega afferma Riccardo Di Blasio, amministratore delegato e direttore generale di Emc Italia &#8211; Questo consente alle aziende di eliminare le barriere tradizionali all’accesso, di velocizzare il time-to-market, e di esplorare nuove opportunità di mercato. Come emerge dallo studio del Cebr, la generazione di nuove opportunità di business che risultano dell’adozione del cloud computing, avrà un impatto significativo in diversi settori, man mano che la concorrenza aumenta, e di conseguenza sull’occupazione e sugli indicatori<br />
macroeconomici.”</p>
<p>Le tabelle in basso ci danno un quadro più completo di ciò che sarà l&#8217;effetto del Cloud in Italia.</p>
<p>Europa: posti di lavoro creati e vantaggi complessivi (2010 – 2015)</p>
<p><a href="http://oeseo.it/wp-content/uploads/2011/08/cloud1.gif"><img class="size-medium wp-image-214 alignnone" title="cloud1" src="http://oeseo.it/wp-content/uploads/2011/08/cloud1-300x115.gif" alt="" width="300" height="115" /></a></p>
<p>Italia: posti di lavoro creati e vantaggi complessivi (2010 – 2015)</p>
<p><a href="http://oeseo.it/wp-content/uploads/2011/08/cloud2.gif"><img class="alignnone size-medium wp-image-215" title="cloud2" src="http://oeseo.it/wp-content/uploads/2011/08/cloud2-300x113.gif" alt="" width="300" height="113" /></a></p>
<p>Insomma, il Cloud Computing si candida ad essere quel traino ideale che l&#8217;Europa e l&#8217;Italia avrebbero bisogno per rilanciarsi. Ma quello che va sottolineato è che non bisogna mai smettere di investire in nuove tecnologie perchè è da queste che verranno le soluzioni dei problemi di oggi. In un mondo fatto sempre più da relazioni, personali e professionali, interconesse tra loro non si può ignorare la portata e il peso delle<br />
nuove tecnologie nella società di oggi. E questo studio lo conferma.</p>
<p>In un momento in cui lo spettro della crisi sembra non voler abbandonare la morsa, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti, sapere che ci sono dei settori in forte crescita e che addirittura prospettano di creare nuovi posti di lavoro, non può che dare fiducia e un pò di ottimismo in più.<br />
Come sappiamo conseguenza della crisi è stata quella della perdita di migliaia di posti di lavoro, in Italia e non solo, coinvolgendo tutti i settori che ha messo in crisi la crescita del sistema economico a livello globale. Allora, come sempre si fa in questi casi, o si dovrebbe, val la pena di puntare su nuovi settori capaci di aprire dei varchi e di risollevare un pò le sorti in generale. Ed è il caso del Cloud Computing. Da uno studio pubblicato dal Centre for Economics &amp; Business Research (Cebr) e sponsorizzato da EMC, il Cloud Dividend Report 2011 si evidenzia un dato veramente interessante. E cioè che saranno ben 2.4 milioni i nuovi posti di lavoro che entro il 2015 saranno disponibili in Europa grazie ai servizi di cloud previsti nel settore pubblico, privato e ibridi. Creando un giro di affari che si stima essere intorno ai 763 milioni di euro, garantito dello sviluppo e creazione di nuove attività, oltre che dall&#8217;abbattimento dei costi di esercizio. In Italia i nuovi posti di lavoro che si creeranno saranno 456mila entro il 2015, con un giro d’affari, che riguarderà tutti i settori, pari a 150 miliardi di euro. Non si può non dire che non sono dei numeri<br />
interessanti e che certamente porteranno un pò di ossigeno al sistema economico in Italia.<br />
Vien da affermare che in un contesto come quello attuale, la tecnologia sarà determinante nelle ripresa economica soprattutto in rapporto alla minaccia rappresentata in maniera crescente dalle economie emergenti, tipicamente caratterizzate da elevati livelli di competitività, ma anche da scarsa organizzazione economica. Bisogna trovare dunque un traino a cui legarsi e pare che il Cloud sia quello giusto. Senza dimenticare gli enormi vantaggi che un uso più diffuso del Cloud Computing può provocare. Fino ad oggi vantaggi economici derivanti dall’utilizzo di servizi on the cloud si rilevano in vari settori verticali, tra cui distribuzione, retail, hospitality; servizi bancari e finanziari; pubblica amministrazione, education e sanità;<br />
industria e manifatturiero.<br />
Nonostante la sfavorevole congiuntura economica, il Cebr stima che il maggior ritorno economico sarà conseguito dai settori della distribuzione e dall’hospitality, in particolar modo in Francia, Italia, Regno Unito e Spagna. In Germania, invece, sarà il settore finanziario e dei servizi bancari a risultare più forte, con un risparmio di 1,8 miliardi di euro.<br />
“Il cloud computing rappresenta un approccio realmente nuovo all’IT, rendendo la tecnologia disponibile alle organizzazioni in modalità scalabile e sotto forma di servizio, quando e come necessario – spiega afferma Riccardo Di Blasio, amministratore delegato e direttore generale di Emc Italia &#8211; Questo consente alle aziende di eliminare le barriere tradizionali all’accesso, di velocizzare il time-to-market, e di esplorare nuove opportunità di mercato. Come emerge dallo studio del Cebr, la generazione di nuove opportunità di business che risultano dell’adozione del cloud computing, avrà un impatto significativo in diversi settori, man mano che la concorrenza aumenta, e di conseguenza sull’occupazione e sugli indicatori<br />
macroeconomici.”</p>
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		<title>Google+ è pronto per il business?</title>
		<link>http://oeseo.it/google-e-pronto-per-il-business-203</link>
		<comments>http://oeseo.it/google-e-pronto-per-il-business-203#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 10:40:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Russo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ormai è diventato il fenomeno del momento e altro non poteva essere essendo un prodotto firmato dalla casa di Mountain View. Da giorni non si parla d&#8217;altro che di Google+ sulla rete, individuato da molti come il vero anti Facebook. E adesso arriva anche la versione dedicata al business Da qualche giorno la rete è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><span id="more-203"></span>Ormai è diventato il fenomeno del momento e altro non poteva essere essendo un prodotto firmato dalla casa di Mountain View. Da giorni non si parla d&#8217;altro che di Google+ sulla rete, individuato da molti come il vero anti Facebook. E adesso arriva anche la versione dedicata al business</h3>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-204" title="Google-Plus-Logo" src="http://oeseo.it/wp-content/uploads/2011/07/Google-Plus-Logo-300x225.jpg" alt="Google-Plus-Logo" width="300" height="225" />Da qualche giorno la rete è monopolizzata dall&#8217;argomento <strong>Google+</strong>, quello che la casa di Mountain View ha presentato come il proprio social network che dovrà cercare di scardinare lo strapotere di <em>Facebook</em>. Intanto c&#8217;è da dire che si tratta di una rete sociale basata su inviti, quindi se non si ha un invito da parte di un amico è difficile poter entrare nella rete. E questa è già una prima caratteristica che lo differenzia dal prodotto ideato da <em>Mark Zuckerberg</em>. Per giorni sulla rete molti hanno lamentato il fatto di non poter utilizzare Google+ perchè non avevano a disposizione un invito. Tutta la struttura di Google+ ruota attorno alle cerchie, di amici, catalogati in vari modi tutti personalizzabili. Ma questa è una caratteristica di Google+ e non credo ci sia bisogno di discutere molto.</p>
<p style="text-align: justify;">Piuttosto c&#8217;è da chiedersi se veramente questo tentativo da parte di Google sia in grado di reggere sul mercato dei social network, dominato come dicevamo da Facebook, forte dei suoi 750 milioni di account, lanciato verso l&#8217;obiettivo del miliardo di account entro fine anno e della quotazione in borsa ad inizio 2012. In effetti c&#8217;è da chiedersi cosa offra di più <em>Google+</em> che non da Facebook e se è veramente attraente. La catalogazione dei contatti, le cerchie, offre sicuramente uno strumento differente rispetto a facebook che invece difetta sotto questo aspetto, considerando i contatto sotto un unico calderone, con poche possibilità di personalizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Al momento si stima che gli account su Google+ siano più di dieci milioni. Non male, direi. Vedremo se col tempo questo dato crescerà.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma molti sono incuriostit di vedere quale sarà la proposta di<strong> Google+ per il business</strong>. Ricordiamo che su Facebook il fenomeno e l&#8217;utilizzo in chiave business è molto diffuso e sempre in crescita, avendo come fulcro le pagine pubbliche che le aziende possono utilizzare per creare conversazioni coi propri clienti e tenerli aggiornati su quelle che sono le varie attività. Senza dimenticare la possibilità di fare anche pubblicità su Facebook, avendo a disposizione, per quanto riguarda l&#8217;Italia, un bacino potenziale di circa 20 milioni di account.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche <em>Google+</em> avrà una versione business e sarà pronta per fine anno. Per il momento, come già accaduto per il lancio del servizio stesso, solo piccoli e selezionati gruppi di aziende sono ammessi in veste di beta tester all&#8217;attuale versione di Google+ per studiare la bontà delle interazioni tra consumatori e marchi sul nuovo social network di Mountain View. E cosa potrebbe offrire di diverso <em>Google+</em>? Da quello che si sa, e non è tanto, di sicuro la possibilità di creare pagine dedicate per raggiungere con maggiore facilità i propri clienti, soprattutto quelli potenziali. Ovviamente l&#8217;efficacia di questa piattaforma è ovviamente tutta da verificare. Ma si avranno a disposizione anche il kit di strumenti di advertising (AdWords) e di tool per l&#8217;analisi mirata delle informazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Google+</strong> per il business va quindi ad inseririsi in quel settore dei social business, di cui LinkedIn è uno dei social network più conosciuti, che secondo i dati relativi a giugno 2011 di ComScore per numero di user vede proprio LinkedIn raggiungere i 33,9 milioni di visitatori (la crescita anno su anno è del 63%) superando i 33,5 milioni di MySpace (in flessione del 50%). Facebook è davanti a tutti con 160.9 milioni di visitatori, il 14% in più rispetto al giugno 2010.</p>
<p style="text-align: justify;">Di sicuro c&#8217;è da guardare con molta attenzione e interesse anche all&#8217;aspetto business di Google+, avendo addirittua come tester la Ford in questa fase.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo tra un pò di mesi sapremo dire se <strong>Google+</strong> è pronto per il business o meno. Intanto cerchiamo di utilizzarlo al megli per coglierne le sfumature e tenervi certamente informati.</p>
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		<title>Google, nuove modalità di ricerca per voce, immagini e mobile</title>
		<link>http://oeseo.it/google-nuove-modalita-di-ricerca-per-voce-immagini-e-mobile-171</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 10:17:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Russo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Google non finisce mai di lanciare nuove funzioni o applicazioni, anche perchè ormai sul web c&#8217;è una serrata concorrenza e a Mountain View non possono mica stare fermi ad aspettare, tra l&#8217;altro non lo hanno mai fatto. Ma da qualche tempo Google ha messo in moto la macchina e l&#8217;ha lanciata a mille, è il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-171"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://googleblog.blogspot.com/2011/06/knocking-down-barriers-to-knowledge.html?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+blogspot%2FMKuf+%28Official+Google+Blog%29" target="_blank">Google</a> non finisce mai di lanciare nuove funzioni o applicazioni, anche perchè ormai sul web c&#8217;è una serrata concorrenza e a Mountain View non possono mica stare fermi ad aspettare, tra l&#8217;altro non lo hanno mai fatto. Ma da qualche tempo Google ha messo in moto la macchina e l&#8217;ha lanciata a mille, è il caso di dirlo. Dopo il non felice lancio di Wave e il poco entusiasmante Buzz che dovevano rilanciare Google soprattutto nel campo dei social network, dominio incontrastato di Facebook, ecco che Google negli ultimi giorni ha lanciato delle nuove funzioni molto interessanti. Dopo il lancio del <em>&#8220;bottone&#8221; +1</em>, non solo per condividere ma anche per una questione di ranking dei contenuti basata sulla social sharing, ecco che arrivano delle importanti novità per quanto riguarda la ricerca dei contenuti, questa volta dominio incontrastato di casa Google. La grossa novità riguarda la possibilità di effettuare ricerche vocali.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;evento “<em>Inside Search</em>” al <em>Yerba Buena Center for the Arts</em> a San Francisco, il colosso dei motori di ricerca ha lanciato la <strong>ricerca vocale</strong> adesso per il browser Chrome. Attraverso questa nuova modalità, gli utenti potranno effettuare ricerche vocali anche da postazione fissa, e non solo mobile come si era pensato inizialmente, cliccando su un’apposita icona alla destra del campo di ricerca e pronunciando la query direttamente sul microfono del computer. Una funzione che potrebbe essere utile nel caso di ricerche lunghe o di parole difficili da scrivere.</p>
<p><object width="560" height="349"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/MQnZe_Iggx0?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="349" src="http://www.youtube.com/v/MQnZe_Iggx0?version=3&amp;hl=it_IT" wmode="opaque" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Novità anche per quanto riguarda la <em>ricerca per immagini</em>. Da adesso in poi, vicino al microfono sulla pagina <a href="http://images.google.com/" target="_blank">images.google.com</a>, si potrà vedere anche una piccola macchina fotografica per la ricerca delle immagini. Se si fa clic sulla fotocamera, è possibile caricare qualsiasi immagine o inserire l&#8217;URL di un&#8217;immagine da internet e chiedere a Google di capire che immagine sia. La nuova modalità ricerca per immagini sta per essere lanciata a livello globa in 40 lingue. Oltre che su Chrome, si potrà avere l&#8217;estensione anche per Firefox.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-180" title="Google-Instant-Pages" src="http://oeseo.it/wp-content/uploads/2011/06/Google-Instant-Pages-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" />Altra grande novità, dopo aver lanciato lo scorso anno l&#8217;Instant Search, è il lancio delle <strong>Instant Pages</strong>, funzionalità che permette di accelerare sensibilmente l’esperienza sul web grazie alla capacità di caricare in modo preventivo le pagine in seguito ad una ricerca. Questa nuova funzionalità si integrerà, appunto, a Google Instant che offre una ricerca in tempo reale e che deriva a sua volta da Suggest, con un tempo d’attesa che scende da cinque a un secondo, dal momento dell’immissione della ricerca all’apertura del sito.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, le nuove funzionalità sono molto interessanti e presto saranno effettive. Sembra quasi che il cambio di guardia tra Larry Page, nuovo Ceo, ed Eric Schmidt stia cominicando a prendere uno nuova forma con una vision più aggressiva.</p>
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		<title>Google lancia Chromebook!</title>
		<link>http://oeseo.it/google-lancia-chromebook-160</link>
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		<pubDate>Fri, 13 May 2011 08:40:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Russo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione del Google I/O 2011, la conferenza annuale degli sviluppatori organizzata dalla casa di Mountain View, durante la seconda e ultima giornata dell&#8217;evento, arriva l&#8217;annuncio che da tempo molti aspettavano. E cioè che dal prossimo giugno, si vocifera il 15, arriverà sul mercato il primo pc, prodotto da Samsung, con Google Chrome OS. Una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><span id="more-160"></span>In occasione del <a href="http://www.google.com/events/io/2011/index-live.html" target="_blank">Google I/O 2011</a>, la conferenza annuale degli sviluppatori organizzata dalla casa di Mountain View, durante la seconda e ultima giornata dell&#8217;evento, arriva l&#8217;annuncio che da tempo molti aspettavano. E cioè che dal prossimo giugno, si vocifera il 15, arriverà sul mercato il primo pc, prodotto da Samsung, con Google Chrome OS. Una notizia bomba che in poco tempo ha fatto il giro del mondo.</h3>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-164" title="Google Chrome OS - Sundar Pichai" src="http://oeseo.it/wp-content/uploads/2011/05/Google-Chrome-OS-Sundar-Pichai-300x248.jpg" alt="Google Chrome OS - Sundar Pichai" width="300" height="248" />A darne notizia è <strong>Sundar Pichai</strong>, direttore responsabile dello sviluppo di prodotto, durante il suo «keynote speech» al Moscone Center di San Francisco in California. Un annuncio importante intanto perchè arriva dopo due anni di sviluppo del prodotto e poi perchè è una di quelle operazioni che senza dubbio avrà forte ripercussioni sul mercato, rivoluzionando lo stato dei poteri forti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il suo primo notebook, ovvero il <em><strong>Chromebook</strong></em> Google ha rinnovato la sua collaborazione con Samsung, già produttore della «tablet», e stretto quella con Acer. L&#8217;esordio negli Stati Uniti, come dicevamo, è previsto per il 15 giugno su Amazon e nei negozi della catena Best Buy, a partire da un prezzo di 349 dollari. Sarà possibile averlo anche in Gran Bretagna, Francia, Spagna, Germania e Italia, dove potrà essere acquistato su <strong>Pixmania.com</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il notebook di Samsung ha uno schermo di 12,1 pollici, un&#8217;autonomia di 8 ore e sarà disponibile in due versioni, la <strong>Wi-Fi, a 429 dollari</strong>, e la <strong>3G, a 499 dollari</strong>. Il modello Acer venduto al pubblico a 349 dollari, ha uno schermo di 11,6 pollici, mentre la durata della batteria è di 6,5 ore. Il sistema operativo è rigorosamente Chrome OS, appositamente modificato per essere compatibile con il processore Intel Dual-Core processors. Per la sua natura «cloud-based», ed ecco la grande novità destinata a cambiare decisamente il mercato, il sistema operativo si attiva nel giro di otto secondi e non richiede la protezione di alcun anti-virus. E non solo, Google ha anche deciso, andando incontro alle esigenze dei singoli, di a mettere a disposizione i suoi Chromebooks in licenza d&#8217;uso alle aziende e agli enti governativi per 28 dollari al mese, e agli studenti per 20 dollari al mese. Una novità assoluta.</p>
<p>Ma quali sono le aspettative dei 5,000 sviluppatori che si sono dati appuntamento alla Google I/O 2011:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">«Sono sicuro che è destinato a replicare il successo del motore di ricerca», dice Peter, 24enne sviluppatore di una società di consulenza fondata con un suo collega di università&#8221;. Una sfida notevole.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Del resto Chrome web browser ha aggiunto solo lo scorso anno altri 90 milioni di utilizzatori fissi andando a raddoppiare li suo zoccolo duro di utenti. Lo stesso Pichai non nasconde una certa soddisfazione nel dire che gli affezionati al «browser» sono oggi 160 milioni, mentre nel maggio dello scorso anno erano 70 milioni. Pichai rivela anche che Chrome è ora alla versione 12 rispetto alla 5 di un anno fa. Un&#8217;altra mossa strategica presa dall&#8217;azienda che ha deciso di lanciare una nuova versione del motore ogni sei settimane, per garantire agli utenti di avere sempre a portata di mano le tecnologie più avanzate e aggiornate.</p>
<p style="text-align: justify;">Della famiglia Chrome infine, è anche il Web Store, lanciato a dicembre in 41 lingue differenti rivelandosi un altro importante successo del gruppo di Mountain View con oltre 17 milioni di applicazioni scaricate in tre mesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, la macchina del colosso Google sembra non fermarsi mai e con questa mossa di sicuro si lancia in un mercato non facile, ma a bene vedere le novità introdotte, qualche scossone si sentirà. Non ci resta che attendere il prossimo giugno e vedere cosa succede!</p>
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		<title>Consigli per ripulire il proprio account su Facebook e Twitter</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 11:41:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Russo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ManageFlitter]]></category>
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		<description><![CDATA[Siamo ormai all'inizio della primavera e sicuramente tanti, se non tutti sono alle prese con le pulizie di stagione. Proviamo a fare la stessa cosa per i nostri account su Facebook e Twitter. Ecco come.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img title="Continua..." src="../wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" /><span id="more-135"></span><br />
Siamo ormai all&#8217;inizio della primavera e sicuramente tanti, se non tutti, sono alle prese con le pulizie di stagione. Proviamo a fare la stessa cosa per i nostri account su <a title="Facebook" rel="homepage" href="http://facebook.com" target="_blank">Facebook</a> e <a title="Twitter" rel="homepage" href="http://twitter.com" target="_blank">Twitter</a>. Ecco come.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-148" title="facebook twitter pulizie" src="http://oeseo.it/wp-content/uploads/2011/04/facebook-twitter-pulizie-300x149.jpg" alt="" width="300" height="149" />E&#8217; un problema che tocca moltissime persone quello di avere account su Facebook e su Twitter pieni zeppi che, forse, non vengono curati mai abbastanza. Allora oggi vi proponiamo degli utili consigli, in stile pulizie di primavera, per dare una bella rinfrescata ai vostri account. E magari farli diventare una buona abitudine per tenrli sempre in ordine.</p>
<p style="text-align: justify;">Cominciamo allora da <strong>Facebook</strong>. Sicuramente vi state accorgendo che il numero dei vostri Amici sta crescendo a dismisura, andando ad affollare il vostro newsfeed di cose che forse neanche vi interessano poi tanto. E aggiungo, forse neanche conoscete chi vi sta ingombrando i vostro pannello newsfeed. Credo che un amico sconosciuto in meno comincia a creare più spazio libero e meno notizie inutili. Quindi cominciare a ripulire da qui. Sarebbe poi utile utilizzare, sulla destra della vostra homepage, il tasto Rimuovi per dare una bella ripulita alla vostra colonna di destra, dove compaiono &#8220;Persone che potresti conoscere&#8221;, &#8220;Poke&#8221;, &#8220;Compleanni&#8221;. Lo stesso potete fare per ripulire la vostra home da post che ritenete inutili, semplicemente posizionando il cursore del vostro mouse sul post che volete rimuovere, automaticamente vi comparirà il tasto rimuovi. Cliccateci sopra e scegliete la modalità che più vi conviene.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ricordatevi che è molto utile utilizzare le Impostazioni sulla Privacy infatti è possibile ridurre le notizie di altri vostri contatti, feed, aumentando la sicurezza allo stesso tempo, modificando le impostazioni di alcune delle opzioni come notificare solo ad Amici, Amici di amici o amici comuni. Altro consiglio importante, in termini di sicurezza e pricvacy, che mi sento di dare, e che cerco di darlo in ogni occasione che mi capita, come questa, è che per rendere più sicuro il proprio account è sempre meglio dire quello che si vuole dire solo se strattamente necessario e utile soprattutto per le persone con cui volete comunicare direttamente. Far sapere ad altri qualsiasi cosa, anche la più inutile, vi mette sicuramente in una condizione di vulnerabilità. Altro consiglio da dare è quello di usare con la massima cautela i vari quiz che affollano Facebook, in quanto vi richiedono una sempre informazioni sensibili. Occhio!</p>
<p style="text-align: justify;">Altro argomento spinoso dal punto di vista delle pulizie sono i vari Tag che i vostri amici fanno su svariati elementi. Ecco, prendetevi un pò di tempo anche qui per fare una bella ripulita. Ma soprattutto, argomento che di recente ha avuto un&#8217;impennata pazzesca coi vari gruppi che nascono come funghi, eliminate le notifiche, quelle che poco vi interessano, ovvio. Andate sulla pagina del gruppo, Modifica impostazioni e in un attimo eliminate le varie notifiche email. Di sicuro seguendo queste piccoli passi, da oggi avrete il vostro account su facebook un pò più lucido pronto per affrontare la bella stagione.</p>
<p style="text-align: justify;">Passiamo ora a Twitter. La prima cosa che mi sento di dire è quella che se non si ha niente da dire è meglio non twittare, fatelo sempre quando avete qualcosa di rilevante e fresco da dire, seconda quella di non seguire le persone solo per avere dei follower in più, è inutile. Un fenomeno che si crea spesso è quello di seguire tante persone, ritrovandovi con il vostro pannello &#8220;Cronologia&#8221; pieno zeppo di links, per poi scoprire che esse non vi seguono. E come si fa a scoprirlo? Esiste un&#8217;utile applicazione, si chiama <a href="http://manageflitter.com/" target="_blank">ManageFlitter</a>, che potrebbe rivelarsi molto utile per avere una rappresentazione dello stato attuale del vostro accoun su Twitter. Infatti questa applicazione fornisce informazioni sulle liste a cui siete iscritte, sugli account che non vi seguono, di conseguenza avete di che ripulire, ma è anche utile per scoprire account inattivi e anche questo può essere oggetto di pulizia. Un consiglio anche qui per ottimizzare la vostra pulizia. Per non seguire più un account che non ricambia il vostro follow, andate sull&#8217;account e guardate se l&#8217;ulitmo tweet vi risulta interessante, se non lo è smettete di seguire. Visti i dati che vi da l&#8217;applicazione, vi consiglio di armarvi di pun pò di pazienza, ma dopo ne potrete solo giovare.</p>
<p style="text-align: justify;">Se vi interessa poi seguire persone che abbiano una certa influenza e quindi ritenete che i loro tweet siano molto interessanti, allora dovete utilizzare Klout, una valida estensione di Google <a title="Google Chrome" rel="homepage" href="http://www.google.com/chrome" target="_blank">Chrome</a>, che vi rappresenta un punteggio in un ranking. Più è alto questo punteggio, più influenti sono le persone del vostro stream. E&#8217; utile saperlo in quanto, da un punto di vista algortimico, un tweetback da un profilo influente aumenta automaticamente anche il peso del vostro account. Anche se non siete utilizzatori di Chrome, provate questa estensione e scoprirete delle cose molto interessanti.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto direi che può bastare. Per fortuna che la rete offre questi utili tools che ci permettono di organizzare meglio anche cose apparentemente semplici come i nostri account su Facebook e Twitter. E allora è meglio affrettarsi a dare una bella ripulita prima che ricominci di nuovo ad affollarsi tutto.</p>
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		<title>Dal social networking al concetto di rilevanza</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Mar 2011 12:51:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Russo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il social networking ha contribuito e sta contribuendo a modificare il mondo delle relazioni e il modo di comunicare. Ma quale sarà il passo successivo? Di sicuro avrà sempre più importanza il concetto della Rilevanza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-112"></span><br />
Il social networking ha contribuito e sta contribuendo a modificare il mondo delle relazioni e il modo di comunicare. Ma quale sarà il passo successivo? Di sicuro avrà sempre più importanza il concetto della Rilevanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi anni molti, soprattutto in ambito tecnico, si sono esercitati ed esibiti in facili speculazioni riguardo al valore del social networking. E&#8217; evidente che dopo una fase caratterizzata soprattuto dalla semplice condivisione di contenuti, si vada verso una condivisione più attenta a contenuti che abbiano più pertinenza, cioè che abbiano un certo grado di rilevanza.  Elemento chiave quindi è il crescente valore di significato del Grafico di Interesse che va a completare il <a class="zem_slink" title="Social graph" rel="wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Social_graph" target="_blank">Social Graph</a>.</p>
<p>Per andare avanti, è meglio dare una definizione del Social Graph. Da Wikipedia: &#8221;</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il Social Graph è un termine coniato dagli scienziati che operano nel settore sociale della teoria dei grafi. E&#8217;nstata descritta come &#8220;la mappatura globale di tutti e di come essi sono correlate &#8220;. Il termine fu reso popolare in occasione della conferenza F8 Facebook il 24 maggio 2007, quando è stato usato per spiegare che la piattaforma di Facebook trae vantaggio dal grafico sociale sfruttando le relazioni tra gli individui, rese possibili all&#8217;interno di Facebook, per garantire un&#8217;esperienza online ancora più ricca. La definizione è stata ampliata per fare riferimento ad un grafico sociale di tutti gli utenti Internet. Un grafo è un concetto astratto usato in matematica discreta, il grafo sociale descrive le relazioni tra individui online, in contrapposizione al concetto di una rete sociale, che descrive le relazioni nel mondo reale. I due concetti sono molto simili, ma alcune piccole differenze esistono. Ad esempio, il grafo sociale è digitale ed è definito in modo esplicito da tutti i collegamenti interessati. Un grafo sociale, dunque, è un sociogramma che descrive tutte le relazioni personali &#8211; tipicamente non più di 100 a persona.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Fatta questa doverosa precisazione riguardo al Social Graph, concentriamoci sul concetto della Rilevanza così come lo vogliamo sviluppare in seno ai contenuti. Diciamo subito che mentre Facebook, Twitter e Google stanno già lavorando sulla realizzazione di contenuti pertinenti, una crescente numero di start-up stanno concentrando esclusivamente su di essa. Di conseguenza, il concetto della Rilevanza sembra essere l&#8217;unico elemento di risoluzione di fronte al crescente sovraccarico di informazioni, è l&#8217;elemento discriminante.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma guardiamo un attimo come nel tempo si è sviluppata la scoperta di informazioni online, il grafico ci mostra lo stato oggi. Nella Prima Fase, dominata dalla Ricerca su Web, vediamo come Google nel tempo ha costruito la sua posizione di dominio anche grazie al Page Rank che portato in evidenza le pagine più importanti anche grazie ai link che ad esse conducevano. Nella Seconda Fase, vediamo il caratterizzarsi del Social Bookmarking, servizio essenziale per far affiorrare contenuti con una vocazione più popolare, vedi ad esempio Digg o StumbleUpon. Nella Terza Fase, ci sono i Consigli Personalizati, con servizi come <a href="http://getglue.com/" target="_blank">Getglue</a> cconcentrati nella costruzione di un grafico di interesse per gli utenti fornendo consigli personalizzati, un vero e proprio &#8220;taste engine&#8221;. Nella Quarta Fase, caratterizzata dalle ricerche &#8220;impreviste&#8221;, cioè non cercate. Molte sono le start-up che si stanno concentrando su ricerche basate su combinazioni di interessi che portano a risultati in effetti non ricercati. Si può avere un esempio guardando siti come <a href="http://www.gravity.com/" target="_blank">Gravity</a>, <a href="http://www.my6sense.com/" target="_blank">my6sense</a> e <a href="http://trap.it/" target="_blank">TrapIt</a>.</p>
<h4 style="text-align: justify;">Ma cos&#8217;è effettivamente la Rilevanza</h4>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://oeseo.it/wp-content/uploads/2011/03/information-discovery-matrix.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-124" title="Grafico sviluppo Informazioni" src="http://oeseo.it/wp-content/uploads/2011/03/information-discovery-matrix-300x282.png" alt="" width="300" height="282" /></a>La battaglia contro il sovraccarico di informazioni è talvolta presentata come una scelta tra la rilevanza e la popolarità, dove &#8216;rilevante&#8217; è equiparato a &#8216;personalizzato&#8217;. Tuttavia, Rilevanza non significa sempre personalizzata. L&#8217;Importanza è molto dinamica, dipende molto dalla necessità di una persona in un momento specifico. Infatti, ci sono momenti in cui gli utenti vogliono conoscere le storie più popolari e altri altri invece in cui sono alla ricerca di contenuti personalizzati.</p>
<p style="text-align: justify;">Al momento esistono diversi approcci alle informazioni attraverso i quali filtrare contenuti rilevanti. Google, Paper.li e PostRank sono esempi di algoritmi di filtraggio, mentre Reddit e servizi simili utilizzano un approccio di tipo crowdsourcing. Servizi come Klout, ma ne esistono anche altri, possono essere utilizzati per filtrare da Twitter notizie sull&#8217;influenza di un dato account. Facebook usa l&#8217;affinità sociale come un filtro per i suoi newsfeed e strumenti social per i commenti. C&#8217;è poi la localizzazione, un altro segnale di grande impatto per la distribuzione di contenuti rilevanti, acquisendo maggiore importanza nel settore mobile.</p>
<p style="text-align: justify;">A voler essere più chiari, la Rilevanza dei contenuti si estende per tutti i quadranti del grafico e nessuno degli approcci indicati per il filtraggio di contenuti rilevanti può essere indicato come l&#8217;approccio migliore. Non esiste al momento una strategia ottimale per evidenziare contenuti oiù rilevanti di altri. Si avrà sicuramente maggiore vantaggio nell&#8217;usare servizi che supportano i metodi di individuazione miltipla, con molteplici approcci di filtraggio, che siano più flessibili e che supportino più piattaforme mobili.</p>
<h4 style="text-align: justify;">Il caso Quora</h4>
<p style="text-align: justify;">Quora ha aperto la strada all&#8217;utilizzo del grafico di interesse come un segnale dominante per la sua newsfeed. Quora invita i nuovi utenti a selezionare gli argomenti da seguire, come parte del suo processo, perche è il concetto primario è che i temi sono importanti tanto quanto gli utenti di seguire.</p>
<p style="text-align: justify;">Il newsfeed di Quora è una vetrina interessante di ciò che accade quando si mette insieme un Grafico di Interesse con un Social Graph e il risultato è un conecetto che finora molti hanno trovato difficoltà a spegare. Un argomento si apre all&#8217;interno del tuo feed non perché stai seguendo un utente particolare, ma perché stavi seguendo un argomento correlato ad un altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo condice spesso a contennuti non effettivamente ricercati, o alla rilevaza imprevista, che costituisce il motivo per cui Quora riesce ad agganciare così tante persone.</p>
<p style="text-align: justify;">Quora in altri termini va ad introdursi in quella guerra dell&#8217;Interest Graph, grafico di Interesse, iniziata lo scorso anno tra Facebook e Twitter e ci si chiede come abbia fatto a abettere entrambi. Per cominciare, Quora si è costruito da zero con il grafico di interesse essendo un cardine stesso del quadro. Il Browse Interests di Twitter è troppo ampio da usare, anche in questo momento. Facebook ha un meccanismo per consentire agli editori di inserire nuovi elementi al proprio feed, anche se la maggior parte degli editori non è a conoscenza di questa funzionalità. Questo è anche il motivo per cui il facebook Like ora pubblica un feed di notizie. Il futuro appartiene chiaramente a chi meglio saprà catturare con Grafico di Interesse, Interest Graph.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo potrà avere anche dei risvolti per quanto riguarda l&#8217;advertising sul web. Infatti con un milgiore utilizzo dell&#8217;Interest Graph si avrà di conseguenza un migliore targeting degli annunci con un relativo calo di importanza per gli annunci su CPM/CPC.</p>
<p style="text-align: justify;">I social media potrebbero perdere quella caratteristica che molti sottolineano di ossessione per i numeri e e i followers, evolvendo verso sistemi di reputazione e algoritmi.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, sotto ogni punto di vista il concetto della Rilevanza avrà la meglio!</p>
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		<title>Google annuncia delle novità nei criteri di Posizionamento: saranno premiati i contenuti ricchi e originali</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 15:21:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cappello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono in arrivo delle importanti novità per quanto riguarda Google ed i risultati proposti dalla SERP: l’azienda di Mountain View, infatti, ha annunciato sul suo blog ufficiale la nascita di un nuovo algoritmo il quale penalizza nel posizionamento i siti web di bassa qualità, premiando invece i siti con contenuti originali, ricchi di notizie e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-98"></span><br />
Sono in arrivo delle importanti novità per quanto riguarda Google ed i risultati proposti dalla SERP: l’azienda di Mountain View, infatti, ha annunciato sul suo blog ufficiale la nascita di un nuovo algoritmo il quale penalizza nel posizionamento i siti web di bassa qualità, premiando invece i siti con contenuti originali, ricchi di notizie e di informazioni, di approfondimenti e quant’altro possa rendere la pagina interessante agli occhi del navigatore.</p>
<p>L’obiettivo dichiarato di Google, secondo quanto scritto all’interno del post da Matt Cutts, l’ingegnere Google specializzato in “web search quality”, è quello di fornire al navigatore le risposte più pertinenti alle sue domande nel modo più veloce possibile.<br />
Affinchè, appunto, l’utente possa trovare con massima rapidità ciò che è più interessante sulla base delle keyword inserite nel motore, non c’è altra via che il posizionamento: il nuovo algoritmo premierà infatti ulteriormente i siti con i contenuti più dettagliati con delle posizioni di primo livello, penalizzando invece tutti gli altri.<br />
Al momento, le novità in questione sono state attivate esclusivamente per gli Stati Uniti, ma Google ha in programma di estenderle gradualmente anche a tutte le altre aree del mondo.<br />
Le implicazioni di questa innovazione sono differenti: dal punto di vista dell’utente, ovviamente, la ricerca sarà sempre più efficace e sarà dunque sempre più raro ritrovarsi a visitare un gran numero di siti a seguito di una ricerca prima di trovare ciò che si sta ricercando.<br />
Di conseguenza, a cambiare è senza dubbio anche il Posizionamento SEO: Google continua infatti a riservare un’importanza prioritaria al Content Management, ovvero alla qualità ed all’ampiezza dei contenuti del sito web; la web agency quindi si ritroverà sempre più a curare il lato editoriale e quello relativo al copywiting, piuttosto che altri aspetti di natura più tecnica come lo scambio link.</p>
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